Riccardo
Nel tragitto di
ritorno dalla scuola la mia testa era affollata da pensieri tristi.
Non so il perché di
tutto ciò, ma continuavo a pensare a quelle ragazze e più la mia mente ci pensava
più capivo quanto sono stato fortunato.
Fortunato nell’avere
una famiglia che mi vuole bene, nell’avere amici che vogliono solo il mio
meglio… ma questa fortuna non tutte le persone possono averla.
Come per esempio
Kautar, il cui nome tradotto dall’arabo significa “FIUME IN PARADISO”.
Riguardo al suo nome,
Kautar ha fatto un piccolo commento, che mi ha colpito molto, il commento è il
seguente: << Io al posto di essere andata in paradiso, sono andata
all’inferno>>.
Questa frase mi ha
trasmesso certe sensazioni indescrivibili e mi ha fatto riflettere su come
certi fattori siano riusciti a stravolgere completamente la vita di questa
ragazza.
Uno di questi fattori
negativi è la droga, il fattore maligno, una sostanza maligna.
Una sostanza che,
secondo i racconti di Kautar, riusciva a riempire gli spazi che la famiglia e
gli amici non riuscivano a colmare.
Questa sostanza, che
rendeva felice Kautar, nello stesso tempo la rovinava sempre più fino al punto
di dire “BASTA”, basta a tutto ciò!
Desirée
Ormai nella nostra
società molti dei ragazzi fanno uso di sostanze semplicemente perché vogliono
apparire grandi e popolari, però ciò che fanno li fa apparire stupidi e non
responsabili.
Il motivo per cui i
ragazzi di oggi si uniscono facilmente alle droghe, sigarette o alcol sta nella
mancanza di dialogo con i genitori responsabili e ciò, si dovrebbe prevenire
per non lasciar morire centinaia di ragazzi dipendenti da queste sostanze.
Il mio consiglio
personale per tutti gli adolescenti è:
-Ascoltate i vostri
genitori e non abusate della loro bontà che ci concedono; al posto di
trascorrere la giornata fumando o iniettandosi droghe nel corpo, è meglio fare
sport e stare in forma, così si può mantenere la lucidità per capire il vero
significato della nostra vita.
Questa esperienza
secondo me è stata molto toccante, forse la più interessante dell’anno
scolastico in generale perché ci ha fatto capire quello che potrebbe succedere
a noi giovani, e quali sarebbero le conseguenze; avrei voglia di parlare ancora
con loro.
Alessio
WOW … semplicemente
wow … non me lo aspettavo … ne sono rimasto sbalordito: non immaginavo fosse
così impressionante come la droga possa rovinare la vita delle persone!
Maria Elena, Ilary
e Kautar sono state molto coraggiose a
parlare davanti a tutti dei loro problemi: io non l’avrei avuto! Loro invece ne
hanno parlato liberamente. La prima ragazza che ha parlato è stata Maria Elena
che è quella che mi ha suscitato più
emozioni : non so cosa fosse, ma sentivo un certo legame con la sua
storia un po’ struggente. Questa ragazza ha cominciato a frequentare gente più
grande di lei che non era molto raccomandabile e quindi è entrata nel cerchio
della droga. Ha capito due cose: che quelli che aveva intorno non erano veri
amici perché lo facevano solo per soldi e che gli errori fanno crescere. Oltre
alla droga faceva litigi con sua madre . poi è stata trasferita fino a Pesaro,
in questo istituto di riabilitazione, dove ha incontrato persone con i suoi
stessi problemi e da lì, ha capito la gravità di quello che faceva. Mi è
piaciuto come l’ha raccontato e mi ha fatto decidere categoricamente di non
drogarmi mai.
Sofia
Partiamo col dire che
questo incontro è servito per aprire gli occhi e capire i problemi che ci
circondano.
La droga è uno di
questi. Spesso durante l’adolescenza i ragazzi sono curiosi e tendono a seguire
la massa e sprecarsi, spegnersi , per colpa della droga o del fumo. Molti di essi lo fanno per provare, altri per
divertimento e altri solo per mettersi in mostra, senza sapere che essa crea
dipendenza. La droga porta piano piano all’isolamento dalla comunità e si
rimane chiusi in se stessi, ma i primi sintomi sono i litigi sempre più
frequenti con i genitori, frequentazioni di giri di persone più grandi e sbagliate
e solo dopo ti accorgi di aver sbagliato e te ne penti.
Sara
A me farebbe piacere
scrivere a tutte tre le ragazze, perché ognuna di esse mi ha colpito. Quello
che scriverei ad ognuna di loro è questo: che dovrebbero continuare questo percorso,
con dignità, senza parlarne con dispiacere o vergogna, perché è una cosa che fa
loro onore, siccome non tutti i ragazzi che hanno questi problemi accettano di
entrare in comunità, e non riescono a smettere di farsi del male, mentre loro
sono riuscite ad accettarlo, a parlarne e forse anche ad aiutare chi le ha
aiutate. Io penso che non sempre il fine giustifica i mezzi, perché farsi del
male solamente per dimenticare non può avere scuse. Ovviamente non possiamo
giudicare perché loro hanno avuto dei motivi validi per fare quello che hanno
fatto, però se ci pensiamo bene, per risolvere i problemi ci sono anche altri
metodi, come dialogare oppure andare da una psicologa. Però tra il dire e il
fare c’è di mezzo il mare, quindi credo che ormai quello che hanno fatto non si
cancella, ma avranno vissuto un’esperienza che le rafforzerà sempre di più.
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Post
di Riccardo, Desiree, Alessio, Sofia, Sara della classe 3E.