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giovedì 24 maggio 2012
martedì 15 maggio 2012
"Esempi da seguire: ce lo ha insegnato Rita Borsellino"
A
quasi venti anni dalla loro morte ci è stato chiesto: “Chi sono per voi Paolo Borsellino
e Giovanni Falcone?”. Non è facile per noi rispondere a questa domanda. Non è
come con Michael Jackson che quando è morto per un anno ci hanno riempito la
testa. Quando i due magistrati sono morti , noi non eravamo ancora nati, perciò
tutte le nostre conoscenze su di loro si basano su libri ed articoli di
giornale che abbiamo letto in questo periodo.
Per
noi è difficile capire dove hanno trovato tutto quel coraggio e quella generosità
per stare dalla parte delle vittime e farsi un nemico molto più grande di loro,
la mafia.
Dopo
l’incontro con Rita Borsellino, Paolo e Giovanni sono diventati esempi da
seguire e rispettare. Ce li immaginiamo come due uomini semplici, che prendono
un caffè prima di andare al lavoro, ma consapevoli del pericolo che corrono
anche solo andando a fare la spesa, e che trovano la felicità in piccole cose
quotidiane, per noi scontate: una serata al cinema, una cena con gli amici, una
nuotata in piscina.
Ci
piacerebbe conoscere due uomini così tenaci, capaci di mantenere e difendere i
propri ideali, anche in una società superficiale e materialista come la nostra.
Elisa
Scovazzi, Matteo Santise, Luciano Camilli e Giulia Gallo della classe 2 H
Scuola Media Peyron-Fermi di Torino.
Articolo
tratto dal quotidiano La Stampa di Torino del 13 maggio 2012.
Senzatomica
Di
recente la nostra classe si è recata in visita alla mostra
“Senzatomica”.Abbiamo iniziato la visita con un gioco. Con un lungo filo
abbiamo creato una rete. Il gioco è servito a farci capire che noi siamo tutti
collegati e per ogni azione c’è una conseguenza; infatti se uno di noi lasciva
il filo, lo perdevano anche gli altri. All’ingresso della mostra la guida ci ha
mostrato “l’orologio dell’apocalisse”, ideato nel 1947 da due scienziati.
Indica quanto tempo resta alla mezzanotte, cioè alla fine del mondo ( quando le
bombe atomiche esploderanno); adesso siamo a 5 minuti da mezzanotte, mentre nel
2010 eravamo a soli 6 minuti dall’apocalisse. Siamo sempre più vicini alla
guerra atomica.
Secondo
molti scienziati, ma non solo, le scoperte sulle bombe nucleari non dovrebbero
essere utilizzate militarmente. Quando esplode una bomba nucleare l’energia
termica,meccanica e radioattiva che sprigiona è tanto grande da distruggere tutto in una vastissima area.
La bomba nucleare è di per sé un crimine contro l’umanità: il calore che
sprigiona scoppiando è tale da trasformare la sostanza organica di cui sono
fatti gli uomini ( carbonio,idrogeno,ossigeno e azoto) in gas, facendo
letteralmente scomparire gli esseri viventi da vaste aree e causando in aree contigue,
altrettanto vaste, un numero altissimo di ustionati e politraumatizzati che
giungono a morte con atroci sofferenze.
Basterebbero
19 miliardi di dollari all’anno per eliminare la fame nel mondo; 12 miliardi di
dollari annui potrebbero garantire la scolarizzazione a tutti i bambini della
Terra; 23 miliardi di dollari all’anno potrebbero fermare la diffusione
dell’AIDS e della malaria.
Molto
spesso la rabbia e la violenza nella sfera privata provoca rabbia e guerre nel
mondo.
Durante
la visita c’è stata una simulazione di una esplosione atomica a circa 70 km e
in qualche senso,anche se era una simulazione faceva molta paura e questo ci ha
fatto capire che le conseguenze sono illimitate Secondo me le bombe atomiche
non dovrebbero mai essere usate, non dovrebbero nemmeno esistere. Mi è piaciuto
tantissimo vedere questa mostra perché ti fa capire l’importanza della pace nel
mondo.
Post
di Karina della classe 3A
Che emozione...
Che
emozione conoscere un motociclista professionista!!! Simone Grotzkyj Giorgi è
venuto nella nostra scuola a parlarci della sua interessantissima ed
emozionante storia e i sacrifici che ha
dovuto affrontare per arrivare al suo livello. Simone ci ha raccontato che Lui
era come uno di noi, un ragazzino che ha frequentato la nostra scuola, le
elementari alla Largo Baccelli e le medie all’Olivieri. La sua passione per le
moto è iniziata quando, girando con il padre, vide per la prima volta una
minimoto.
Lui
dopo quel giorno non si staccò più dalla sua minimoto. Simone ha fatto molti
sacrifici, per esempio lasciare gli amici per correre con le moto all’estero e
rinunciare ad un anno di scuola perché bocciato per le numerose assenze. Lui ha
avuto anche un grave infortunio mentre faceva allenamento con una moto da
cross.
Nonostante
i suoi sacrifici non ha mollato mai ed è arrivato ad essere un Campione.
Secondo
me, Simone, parlandoci della sua vita ci ha fatto capire che se hai un sogno o
una meta a cui devi arrivare, bisogna essere tenaci e convinti di quello che
fai per poter affrontare gli ostacoli che ci si presentano davanti.
Post
di Federico della classe 2 A.
mercoledì 9 maggio 2012
Incontro con il Campione Daniel Hackett
Devo dire la
verità:non seguo molto il basket,ma se lo faccio è solo perchè sono
pesarese!Oggi però,la guardia e capitano della Scavolini Siviglia Pesaro Daniel
Hackett,ci ha dimostrato che un campione non è perfetto e soprattutto che lo
sport non è la cosa più importante. I modelli di vita si devono avere,ma
l'importante è non abbandonare i precetti fondamentali per seguirli. Lui ci ha
dimostrato tutto quello che ci ha detto il prof.Renili durante i tre anni,ma
soprattutto nel terzo:la vita infatti,è fatta di scelte e di sacrifici e questi
all'età di 14 anni non si possono affrontare da soli.
Lui ha scelto di
andare a giocare in America,ha dovuto lasciare tutti i suoi amici,ma la sua
famiglia lo ha sempre sostenuto -è stata sempre molto presente- ha ribadito lui
stesso.
Io penso che non ci
dobbiamo identificare con il Daniel Hackett giocatore della Scavolini,ma con il
Daniel Hackett alunno di terza media che pur essendo un ottimo giocatore di
basket,ne combinava anche lui di casini!!La devozione alla chiesa e alla
famiglia però gli hanno trasmesso i valori giusti per raggiungere i suoi
obiettivi.
“....i sogni non si
devono mai mettere da parte,bisogna tenerli vivi e cercare di realizzarli....”.
Il Campione Daniel Hackett beato tra gli studenti della 3 A.
Post di Filippo della classe 3 A
domenica 6 maggio 2012
IL Presidente della Repubblica nella mia città!
Il
Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, è arrivato a Pesaro,
la mia città, per partecipare ad una cerimonia pubblica in occasione del 25
aprile.
Non
posso certo mancare all’incontro che avrà con i cittadini in Piazza del Popolo
e la mia scuola mi ha dato questa opportunità. Quando la professoressa
Angelotti mi ha proposto di assistere al discorso del nostro Presidente, io ho
accettato con entusiasmo.
Alle
10,45 l’appuntamento con i miei compagni, le professoresse Angelotti, Tresi e
il professor Nocelli,in piazzale Matteotti per poi recarci al punto a noi
destinato nella piazza.
Sono
già emozionato mentre camminiamo tutti insieme. Siamo al nostro posto e
aspettiamo….Poi finalmente è il momento!
L’Inno
d’Italia, gli onori militari, gli applausi accolgono il Presidente! Poi le sue
parole:
“Dinanzi
alla crisi che ha investito l’Italia e l’Europa abbiamo bisogno di attingere
alla lezione di unità nazionale che ci viene dalla Resistenza, e abbiamo
bisogno della politica come impegno inderogabile che nella Resistenza venne da
tanti riscoperto per essere poi quotidianamente praticato. Ci si fermi a
ricordare e a riflettere, prima di scagliarsi contro la politica”.
Un
applauso ha accolto questo discorso. E ancora:
“Abbiamo
bisogno di attingere alla lezione di Unità Nazionale che ci viene dalla
Resistenza e abbiamo bisogno della politica come impegno inderogabile. Occorre
impegnarsi perché dove si è creato del marcio venga estirpato, perché i partiti
ritrovino slancio ideale, tensione morale, capacità nuova di proposta e di
governo”. Così ha detto il Presidente tra gli applausi della folla.
E’
stato un incontro molto interessante, come gli argomenti trattati anche se vari
passaggi del discorso sono stati difficili, perché legati a conoscenze storiche
e politiche che non ho ancora. In particolare mi hanno colpito le parole del
ragazzo di Parma morto a diciannove anni per la libertà del nostro Paese,
ricordate dal Presidente:”…la gente qualunque deve impegnarsi nella politica e
combattere per quello in cui crede!”.
Resistere
sotto il sole, fermo, prima ad aspettare che il Presidente arrivasse, poi ad
ascoltare i vari discorsi delle personalità politiche che hanno parlato prima
di Lui, non è stato facile, ma alla fine sono stato ricompensato: l’ho visto
dal vivo, addirittura mi ha stretto la mano e mi ha concesso un suo autografo. E’ stato per me un vero onore!
Per
tutta la giornata ho raccontato l’esperienza ai miei genitori, ai miei nonni e
ai miei amici.
Viva il 25 aprile!
Viva l’Italia! Viva il nostro Presidente!
Post
di Lorenzo T. della classe 2 A.
Benvenuto Presidente!
Quest’anno
l’Italia festeggia il 67esimo anniversario della Liberazione del regime
nazi-fascista. Di solito il Presidente della Repubblica ogni 25 aprile, nella
capitale, ricorda gli eventi passati raccontando la storia d’Italia e le
raccomandazioni per il futuro, per un Paese migliore. Quest’anno, oltre che a
Roma, è venuto anche a Pesaro in piazza del Popolo per festeggiare con noi!
La
nostra scuola non poteva mancare e 7-8 alunni per classe sono venuti ad
assistere da vicino a questa manifestazione.
L’appuntamento
era per le ore 10,40 in piazzale Matteotti con i nostri prof ed io insieme ai
miei compagni ci siamo incontrati prima per incamminarci insieme, con un
piccolo break in pasticceria.
In
piazza,nel palco riservato, erano presenti con alcuni Partigiani,le Autorità
Civili,Militari e Religiose della Provincia, il Presidente del Consiglio
regionale e i Parlamentari di tutti i Partiti.
Ha
reso gli onori militari un picchetto interforze formato da Esercito, Marina,
Aviazione,Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza.
Il
Presidente, finito il discorso, è venuto a stringerci la mano e a fare degli
autografi.
Questo
incontro, secondo me, è stato importante per tutti, soprattutto per gli
studenti che adesso o i prossimi anni studieranno la storia della nostra
Nazione.
Post di
Simone della classe 2 A
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