Se
ci fosse un’immagine per descrivere le
nuove generazioni bulimiche d’informazioni sarebbe quella della tentacolare
dea Kalì, la consorte di Shiva della religione induista, capace, con le sue
quattro braccia, di generare forze ambivalenti o addirittura contraddittorie. In una mano tengono lo smartphone,
nell’altra impugnano il telecomando,
davanti agli occhi hanno un computer, sullo sfondo corrono le immagini in tv.
Twittano
mentre bevono il caffè e sfogliano riviste mentre ascoltano musica, in una costante
attenzione parziale che rischia di trasformare la realtà in un insieme confuso di frammenti, difficili da ricordare e, soprattutto di
rielaborare.
E’ l’”allarme
pensiero” lanciato da un gruppo di 40 professori
italiani, appartenenti al network Athena della fondazione Pubblicità
progresso, spaventati dal rapido mutamento delle capacità di analisi e di
apprendimento riscontrate nei propri studenti.
Un “regresso “
imputabile all’uso sfrenato dei nuovi strumenti che,proprio come la dea Kalì, hanno
duplice natura: di liberazione da una parte (la tecnologia che offre nuove
opportunità) ma anche di efferata violenza (il rischio di “addormentare le
capacità di ragionamento e memoria”).
I rimedi
Più riassunti alle
elementari
Reintrodurre
il riassunto nella scuola primaria per abituare all’analisi e alla
rielaborazione dei testi.
Rilanciare il greco e
il latino
Riprendere
con maggiore impulso l’insegnamento del greco,del latino e del pensiero
classico.
Mai bimbi soli davanti
alla televisione
Non
lasciare i bimbi soli davanti alla tv,limitarne l’uso e spiegare loro cosa
stanno vedendo.
Videogiochi ok,ma se
di ruolo
Privilegiare
i videogiochi di ruolo,che allenano al ragionamento e alle strategie.
Dialogo e pensiero
proprio
Sviluppare
l’attitudine al dialogo e alla costruzione di un pensiero proprio.
Vietare in aula l’uso
del telefono
Vietare
rigorosamente l’uso del telefono cellulare durante le lezioni in classe.
Tablet e pc solo per
ricerche
Consentire
l’uso di pc e tablet solo in caso di ricerche o sperimentazioni sorvegliate.
Prof a scuola di
tecnologia
Gli
insegnanti devono avere le stesse conoscenze tecnologiche degli allievi.
Post tratto dall’articolo
di Giacomo Valtolina pubblicato sul Corriere Della Sera del 18 gennaio 2013.