L’uomo
ha dovuto pagare il dono di essere onnivoro,assoggettando le sue scelte
alimentari alla casualità e all’empirismo prima di poterle sottoporre
all’avallo scientifico dei nostri tempi. Nei Paesi più evoluti l’eterogeneità e
la sovrabbondanza dell’offerta alimentare hanno finito,però,per travolgere il buonsenso e la sobrietà
degli antenati. Inoltre, il gusto personale e l’attrazione per alcuni cibi o il
rifiuto di altri non sono una guida idonea per decidere cosa e quanto mangiare
senza danneggiare la macchina metabolica.
Gli
errori nutrizionali più gravi si pagano subito, in contanti, con una
tossinfezione o un avvelenamento. Invece,le malattie cronico-degenerative, che
minacciano sia la longevità, sia la qualità degli anni guadagnati rispetto ai
progenitori,sono anche un fatto di manutenzione e di “tagliandi”da rispettare
secondo le indicazioni della medicina preventiva.
Senza
una corretta informazione, da
acquisire in età scolare (non è
necessario approfondire i dettagli della fisiopatologia nutrizionale) è
impossibile sfuggire all’assillante plagio pubblicitario di qualsiasi venditore
che, salvo gli obblighi di legge,perseguirà comunque il suo guadagno prima del
benessere dei consumatori.
La
mistificazione alimentare è una
realtà presente in tutti i Paesi,malgrado l’impegno dei controllori,i limiti
non valicabili dell’etichettatura e l’accresciuta dignità dei grandi marchi o
delle cooperative sempre più responsabilizzate nell’autocontrollo .Perciò,sorprende
che la scuola non riesca a svolgere,se non con iniziative spontanee e
sporadiche,quella preparazione civica al corretto modello alimentare che tanto
può interferire sulla salute dei cittadini.
Non
è un caso che i disturbi del comportamento alimentare stiano aumentando tra i
giovani portati dalla disinformazione a seguire diete irrazionali o a ingurgitare
“integratori”come viatico al doping. Purtroppo,le vittime di questa irrazionale
credulità abbondano anche tra coloro che intuiscono il ruolo prioritario
dell’alimentazione ma senza aver acquisito le più semplici armi culturali per diffidare di fonti inattendibili
che,all’insegna del business, propongono ogni genere di sciocchezze dietetiche.
Tratto dall’articolo
di Eugenio del Toma,presidente onorario dell’Associazione italiana di dietetica
e nutrizione clinica,pubblicato sulla rivista Con-consumatori n°2 marzo 2013.